PORSCHE CAYMAN 718 – 2018

30 Mar 2022
AUTOMOBILI
Giorgio Paciarelli

Coupé, due posti, motore centrale, turbo da 350 cavalli, trazione posteriore. E il blasone di un marchio unico come Porsche. La 718 è come le macchine da corsa di tanti anni fa, quando bastavano una carrozzeria leggera e un complicatissimo e affascinante motore a quattro cilindri per fare paura a tutti. Lo stesso dna che permette oggi alla Cayman S di battere avversarie con tanti cavalli in più. Perché la potenza non è tutto, contano equilibrio, assetto, agilità, quel patrimonio genetico che nasce dalle parti di Zuffenhausen. Partiamo dal posto guida: sedile basso e avvolgente, un buonissimo supporto per il piede sinistro e il volante verticale (regolabile, naturalmente), con i consueti controlli del regolatore di velocità e dell’impianto audio, oltre al selettore delle differenti modalità di guida. E ora mettiamo in moto.

Come va. La prima sensazione è che la Porsche 718 Cayman S “parla” con lo sterzo: è molto comunicativo, è pronto, reattivo e, per questo tipo d’auto, ha il giusto carico, che accentua la sensazione di avere tutto sempre sotto controllo. La 718 Cayman S condivide il rapporto di riduzione con quello della 911 Turbo, il 10% più diretto di quello della precedente Cayman 3.4: una scelta motivata con la necessità di rendere la vettura agile e maneggevole. Il cambio a doppia frizione a sette marce è parte attiva nel ruolo di amplificatore di emozioni e prestazioni. Non che il manuale sei marce di serie non lo sia, ma tra le varie modalità di guida ce ne sono alcune che condizionano il funzionamento del cambio. Così, al di là delle sue qualità intrinseche tipo la prontezza di risposta, la precisione degli innesti e la rapidità dei passaggi marcia, il “Doppelkupplung” gioca un ruolo decisivo quando si preme il pulsante Sport Response, al centro del selettore sul volante: passa direttamente a una marcia inferiore e adotta una legge di cambiata specifica, a regimi superiori rispetto alla modalità Sport Plus. Il bottone magico scatena una reazione immediata che dura circa 20 secondi e che agisce anche sul turbocompressore, che risponde istantaneamente come fosse un aspirato. Il limitatore interviene a 7.500 giri: a questi regimi, ogni discussione sul sound del quattro cilindri perde di significato e, se nella guida tranquilla il “flat-four” ricorda le sonorità del boxer Subaru, quando fa la voce grossa l’urlo è perforante, quasi brutale. Il cosiddetto “telaio sportivo Pasm”, acronimo di Porsche active suspension management, e il pacchetto Sport Chrono sono responsabili della rapidità e della precisione d’inserimento dell’avantreno, del rollio molto contenuto e del comportamento stradale pressoché neutro, a prescindere dai controlli elettronici, che peraltro sono tarati in modo da rendere accessibili eventuali recuperi della traiettoria. L’unica assistenza alla guida con la quale vale la pena divertirsi è il launch control: una volta attivata la procedura, il motore si assesta intorno i 6.200 giri, le ruote pattinano poco e il cambio snocciola una marcia via l’altra. E come ci hanno insegnato da bambini, il gioco è bello finché dura poco: per lo 0-100 bastano quattro secondi.

Pregi. Comportamento dinamico ai vertici della categoria. Motore turbo con tanta coppia, disponibile già dai bassi giri, e un allungo che ricorda i migliori aspirati.

Difetti: Molti optional a pagamento, che fanno salire di molto il prezzo dipartenza. Il confort viene in parte compromesso dal rumore di rotolamento dei pneumatici e dai fruscii aerodinamici già alle andature autostradali.

DIMENSIONI

  • Anno modello: 2018-2021
  • Posti: 2
  • Porte: 2
  • Serbatoio: 54-64l
  • Altezza: 127-130 cm
  • Larghezza: 180-182 cm
  • Lunghezza: 438-446 cm

CARATTERISTICHE

Numero cilindri 4
Tipo di carburante 98
Alesaggio 91,0 mm
Corsa 76,4 mm
Cilindrata 1.988 cm³
Potenza (kW) 220 kW
Potenza (CV) 300 CV
Punto di massima potenza giri/min 6.500 1/min
Coppia massima 380 Nm
Coppia massima a giri/min 2.150 – 4.500 1/min

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